Secondo l’articolo 1129 del Codice Civile italiano, negli stabili con più di quattro condomini è obbligatoria la figura dell’amministratore.

 

L’amministratore condominiale può essere interno o esterno allo stabile, l’importante è che sia votato dalla maggioranza dei partecipanti. Ora vi aiuteremo a capire come diventare amministratore condominiale a tutti gli effetti.

Il nuovo art. 71 del RD 318/42, modificato dalla L. 220/2012,  stabilisce che gli amministratori di condominio devono:

• non aver commesso delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio;
• essere in possesso dei diritti civili;
• non aver commesso altri delitti non colposi per i quali è prevista la pena della reclusione da 2 a 5 anni;
• non essere sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive;
• non essere interdetti o inabilitati;
• non essere annotati nell’elenco dei protesti cambiari;
• aver conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado;
• aver frequentato un corso di formazione iniziale ed aver svolto attività di formazione periodica in materia di
amministrazione  condominiale.

Gli ultimi due requisiti (diploma di scuola secondaria e  frequenza di un corso di formazione)  non sono richiesti qualora l’amministratore:


• sia uno dei condòmini dello stabile;
• abbia svolto l’attività di amministrazione condominiale per almeno un anno, nell’arco dei 3 anni precedenti 
all’entrata in vigore della riforma;

Proprio in merito alla formazione specifica obbligatoria per gli amministratori di condominio è stato  emanato dal Minsitero della Giustizia il D.M.  140 del 13.8.2014  per disciplinare criteri, modalità e contenuti dei corsi di formazione e di aggiornamento obbligatori e i requisiti del responsabile scientifico e dei formatori.

Tali corsi  dovranno avere la durata di almeno 72 ore, di cui un terzo costituito da esercitazioni pratiche nel caso si tratti di quello iniziale, abilitante all’esercizio della professione di amministratore di condominio, mentre per l’aggiornamento sono richiesti corsi di almeno 15 ore per ogni anno.
Gli ambiti da trattare  saranno  gli aspetti giuridici, tecnici, contabili, gestionali e relazionali riferibili alla materia condominiale.  E’ inoltre previsto un esame finale  per il quale il regolamento prevede  l’obbligatorietà presso una sede fisica.
Ma conviene diventare Amministratore? Quali sbocchi lavorativi effettivi ci sono? Stando alla riforma condominiale e alla Legge n. 220 dell’11 dicembre 2012, è stato imposto l’obbligo per i residenti di un condominio di dotarsi di questa figura, in grado di gestire ed occuparsi della gestione amministrativa della struttura.
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